Venere ha dimensioni simili a quelle della Terra, ma la sua superficie raggiunge circa 465 °C. Per capire come due pianeti apparentemente così vicini siano diventati tanto diversi, bisogna attraversare la sua atmosfera e misurarla dall’interno. Il problema è riuscire a tenere in funzione gli strumenti abbastanza a lungo da raccogliere i dati.
È la sfida della missione DAVINCI della NASA. Un modello ingegneristico della sua sonda di discesa ha appena superato una prova decisiva: in un forno industriale, i tecnici lo hanno portato alla temperatura della superficie venusiana nell’arco di circa un’ora, riproducendo i tempi previsti per la discesa. Poi hanno ripetuto il ciclo altre cinque volte. Il modello ha superato tutti e sei i test, mentre oltre cento sensori controllavano le temperature al suo interno.
La difficoltà è più sottile di quanto sembri. Gli strumenti devono restare protetti dal calore, ma la sonda deve anche far entrare parte dei gas esterni per analizzarli. Il progetto prevede quindi un involucro in titanio e apposite aperture attraverso cui campionare l’atmosfera. Durante la discesa, la sonda misurerà anche temperatura, pressione e venti; sotto le nubi scatterà immagini ad alta risoluzione della regione chiamata Alpha Regio.
Il test riguarda un modello ingegneristico, non ancora la sonda pronta al volo: la missione punta ora all’approvazione per passare alla progettazione finale e alla costruzione. Ma aver verificato la protezione termica nelle condizioni e nei tempi previsti rende più concreta la possibilità di ottenere misure dirette. Saranno quelle misure ad aiutare gli scienziati a ricostruire la storia di Venere, compresa la domanda più affascinante: potrebbe aver avuto, un tempo, acqua e condizioni abitabili?
